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Conte ed i suoi uomini
Conte ed i suoi uomini

Marco Azzi, giornalista di Repubblica, ha fatto il punto sul Napoli sul noto quotidiano.

Cosa dice Azzi

”Dall’amarezza all’euforia. Il Napoli non ha pagato dazio alla terza rimonta consecutiva subita sabato scorso contro la Lazio e nonostante la frenata di febbraio - tre pareggi di fila - ha addirittura aumentato il suo vantaggio in classifica (+2) sull’Inter: sconfitta dalla Juventus e a sua volta in un periodo del campionato non indimenticabile. La stanchezza si fa sentire per tutti e gli azzurri stanno avendo almeno il grande merito di stringere i denti, tant’è alla ripresa degli allenamenti in programma oggi a Castel Volturno si potranno ripresentare con la coccarda dei leader sul petto e la convizione ancora più forte di poter arrivare fino in fondo. La capolista non è infatti cambiata e al capolinea mancano adesso solamente 13 giornate, che per la squadra di Antonio Conte sono destinate a trasformarsi in altrettante finali. Al di là della consapevolezza di aver lasciato ultimamente qualche punto per strada, dunque, si sta riaccendendo con prepotenza la fiammella della speranza intorno al tecnico leccese e ai suoi giocatori, che sono subito tornati padroni del loro destino nonostante la situazione di grave emergenza.

Sabato sera il Napoli aveva sofferto le pene dell’inferno per uscire senza eccessivi danni dall’Olimpico, dopo essere stato costretto a competere in condizioni di palese inferiorità. Gli azzurri s’erano difesi con le unghie e i denti, battendosi con la tenacia degli Spartani alle Termopili. Conte era sembrato invece a tratti disarmato come il generale Custer a Little Bighorn. Ma è bastata la provvidenziale sconfitta dell’Inter contro la Juventus a spazzare via lo scoramento e riaccendere l’entusiasmo. Ne è la prova la reazione immediata dei tifosi, che in poche ore hanno polverizzato gli ultimissimi biglietti rimasti per la sfida al vertice di inizio marzo con la squadra di Simone Inzaghi. Non si sa ancora se il duello per il primato di inizio marzo andrà in scena il 1 o il 2 marzo e tanto meno l’orario del fischio d’inizio al Maradona. Lo stadio di Fuorigrotta è però già sold out con quasi due settimane di anticipo.

Sold Out Maradona contro l'Inter: è il settimo in stagione
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Delusione per il mercato: acqua passata 

La città si è lasciata alle spalle la delusione per il disastroso mercato invernale del Napoli e crede nella conquista del quarto scudetto. All’esterno del centro sportivo di Castel Volturno è apparso uno striscione dei gruppi organizzati delle curve, che sono pronti a scendere di nuovo almeno virtualmente in campo al fianco degli azzurri.

È arrivato infatti pure in modo ufficiale il via libera per la gara di domenica a Como (ore 12.30) per i residenti in Campania, che potranno dunque rimettersi i viaggio dopo le restrizioni punitive delle ultime sei trasferte, contro Udinese, Genoa, Fiorentina, Atalanta, Roma e Lazio. Poco più di 900 i biglietti - già andati a ruba, ovviamente - messi a disposizione per il settore Ospiti per assistere dal vivo alla sfida in programma in Lombardia: nel piccolissimo stadio Sinigaglia. Ma per la squadra di Conte c’è lo stesso il grande sollievo di avere finalmente a sua disposizione un’arma in più, che alla lunga avrà un peso specifico importante nella volata scudetto con l’Inter.

Al traguardo mancano solamente 13 tappe e le prossime due saranno per il Napoli le più importanti: domenica mattina a Como e la settimana dopo al Maradona contro l’Inter. Il Napoli le affronterà con due punti di vantaggio e l’obiettivo di mantenere la vetta solitaria della classifica, per poi spingere a tutto gas sull’acceleratore fino alla fine del campionato approfittando anche del calendario favorevole. Gli azzurri sono - insieme col Bologna - l’unica squadra della Serie A ancora imbattuta nel 2025 e sperano di essersi lasciati ormai alle spalle la fase più estrema dell’emergenza. L’infermeria inizia infatti finalmente a svuotarsi un po’ e i rinforzi di gennaio - in particolare Billing e Okafor - dovrebbero essere quasi pronti per dare alla causa il loro contributo. Conte non sarà quindi più costretto a sentirsi come il generale Custer e i giocatori come gli Spartani alle Termopili: eroici quanto si vuole, ma sconfitti al termine della battaglia. A Castel Volturno invece non è proibito sognare il lieto fine e dopo tre pareggi consecutivi la squadra ha una voglia matta di tornare alla vittoria, anche grazie alla spinta dei tifosi. Il patto scudetto è servito”.


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