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Gianluca Di Marzio, TMW
Gianluca Di Marzio, TMW

Gianluca Di Marzio, giornalista e noto esperto di calciomercato, ha svelato al podcast DoppioPasso un interessante retroscena sul trasferimento di Maradona al Napoli.

Di Marzio: “Con Maradona legame indissolubile”

Diego Maradona nell’annata 1986-87

Di seguito le parole di Di Marzio:

“Con Diego c’è una rapporto emotivamente molto forte che riguarda lui e la mia famiglia. Mio padre nel 1978 quando allenava il Napoli andò in Argentina e fu il primo italiano a vederlo giocare e a volerlo portare al Napoli. Poi l’operazione non si concluse perché in quel momento le frontiere erano chiuse e si riaprivano nell’80, però il rapporto tra Maradona e mio padre è sempre rimasto bellissimo”.

E l'affetto, con gli anni, è rimasto intatto:

"Lui si è ricordato di quell’italiano che lo voleva portare a Napoli nel ‘78 e quindi quando arrivò poi nell’84, nella prima intervista che fece, al perché Napoli rispose che Gianni Di Marzio voleva portarlo al Napoli. E poi realizzai anche il sogno di intervistarlo nel 2016, europei a Parigi. Lui scende da questo van con i bodyguard che lo spostano dalle telecamere, era un casino. Quando Stefano Ceci da dietro gli dice: ‘Guarda che lui è il figlio di Gianni Di Marzio’, lui ferma tutti e mi parla. Ho sempre apprezzato la sua grande riconoscenza nei confronti di papà. Pensa che quando papà andò a Villa Fiorito e vide che lui viveva in condizioni davvero disastrose, quando tornò a Napoli gli fece un pacco con vestiti, giacche, jeans e lo spedì in Argentina. Maradona si è sempre ricordato di questo”.

Gianni Di Marzio: la carriera dell'uomo che scoprì Maradona 

Maradona, Napoli Calcio Live

Gianni Di Marzio, figura rilevante del calcio italiano, ha segnato la storia del calcio nazionale come allenatore con una carriera ricca di scoperte. Iniziando la sua avventura nel mondo del calcio professionistico negli anni '70, Di Marzio ha guidato diverse squadre, tra cui il Catania e il Napoli. Il suo approccio tattico, caratterizzato da una solida organizzazione difensiva e un gioco offensivo dinamico, ha rivoluzionato il modo di intendere il calcio in quegli anni.

Uno dei suoi meriti più significativi è stata la capacità di valorizzare i giovani talenti (due volte seminatore d'oro), contribuendo alla crescita di calciatori che sarebbero diventati stelle nel panorama calcistico nazionale. Indimenticabile la stagione 1977-78, in cui arrivò ad un passo dalla conquista della Coppa Italia con il suo amato Napoli, vedendo il sogno sfumare in finale contro l'Inter.


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