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Si è conclusa Napoli-Milan, partita valevole per la trentesima giornata della Serie A 2024-2025. Gli azzurri hanno trionfato per 2-1 soffrendo nel finale.

Napoli-Milan: le prestazioni degli azzurri

Alex Meret, Gianluca Di Marzio

Di seguito i voti assegnati agli azzurri per le loro prestazioni in Napoli-Milan.

Meret: 7. Inoperoso per gran parte della gara, è chiamato a fronteggiare un rigore con i guanti praticamente immacolati. Nessun problema: è la specialità della casa.

Di Lorenzo: 7. La nazionale sembra averlo ringiovanito e sembra avergli fatto riscoprire le doti da playmaker arretrato che lo hanno contraddistinto nella sua avventura a Napoli. Un cioccolatino per Politano, annichilita la storica nemesi Leao, gara esemplare.

Rrahmani: 6,5. Non ruba l'occhio e non compie giocate strabilianti, ma il suo calcio tutto posizione e dominio è complementare all'impeto del suo compagno di reparto.

Buongiorno: 7. La differenza tra lui e gli altri centrali del campionato sta tutta nell'anticipo fatto nella trequarti avversaria che porta al raddoppio del Napoli. Onnipresente.

Olivera: 6,5. Forse la meno rumorosa delle tante assenze del Napoli in questi mesi, l'ex Getafe scende in campo in mimetica, azzanna palloni e traccia diagonali. Un quarto che fa cose da terzo.

Anguissa: 6. Il primo tempo è su livelli esorbitanti, per intenderci quelli toccati costantemente prima dell'infortunio. La seconda frazione, tra stanchezza e superficialità, disegna una pericolosa parabola discendente. Giusto far spazio a Billing. (Dal 65' Billing: 5).

Lobotka: 6. Il ritorno del suo amico dai mille polmoni con la maglia 99 e l'appoggio del cervellotico Gilmour sembra quasi togliergli qualche responsabilità, in una gestione del pallone pulita sino all'infortunio. (Dall'81' Jesus: SV).

Gilmour: 6,5. La ricerca naïf e ossessiva della verticale lo rende diverso dagli altri, anche quando magari soluzioni più semplici sarebbero più indicate.

Politano: 7,5. Spostato qualche metro più avanti, torna a vedere la porta e il gol arriva dopo un solo minuto. Ne guadagna in lucidità e così il Napoli riscopre un'arma offensiva in più lì davanti, dove spesso ha difettato nel corso di questa stagione. (Dall'85' Mazzocchi: SV).

Lukaku: 6,5. Contro il Diavolo scende sempre in campo con gli occhi della tigre, fa 11 in campionato e alimenta un dato da non trascurare: quando il suo centravanti segna, il Napoli vince sempre. 11 gol, 11 vittorie. (Dall'85' Simeone: SV).

Neres: 6,5. Al suo ritorno, cade la maschera provvisoria del Napoli per cercare di fronteggiare alla mancanza di qualità. Una palla su cui danzare, una combinazione ad alta velocità e la netta sensazione che i problemi nel creare superiorità numerica siano finiti.

Conte: 7,5. Due settimane colme di critiche, neanche il tempo di gioire per il ritorno di Neres che ci si ritrova decimati a centrocampo, l'Inter che un'ora prima soffre e si porta al potenziale +6. Ci sono tutti gli estremi per uno psicodramma, ma il Napoli scende in campo come aveva fatto solo contro la Fiorentina di recente e mette subito in chiaro le sue intenzioni giocando a ritmi europei. Diventa complicato gestirla quando il Milan, a trazione anteriore, schiera talenti del calibro di Leao e Gimenez e ti ritrovi all'80' a schiacciarti inevitabilmente, senza centrocampisti di ruolo con cui poter sostituire Lobotka. In ogni caso, gli azzurri tengono botta e tornano a -3, con otto finali da disputare. La più complicata? Lunedì alle 20:45. Ma una cosa è certa: il risultato dell'Inter a Parma non influirà sulla psiche dei partenopei.

Napoli-Milan: le prestazioni dei rossoneri

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Di seguito i voti assegnati agli uomini di Conceicao per Napoli-Milan

Maignan: 6. Non sarà la stella che qualche anno fa si presentò all'élite del calcio mondiale, ma si trova dinanzi una difesa che fa davvero poco per aiutarlo.

Walker: 5,5. Capisci di star osservando una squadra allo sbando quando vedi un pilastro della difesa più studiata degli ultimi anni sbagliare un fuorigioco poco più che elementare. (Dal 79' Jimenez: 6).

Pavlovic: 4,5. Si divide le colpe del secondo gol con Walker, ma bisogna sottolineare la dormita che permette a Politano di strappare tempo, margine di reazione e partita al Milan.

Gabbia: 5,5. Sempre complice degli svarioni dei suoi, sicuramente in via minoritaria, ma è difficile salvare un centrale di difesa che con superficialità permette agli avversari di bazzicare nella sua zona.

Hernandez: 6,5. In crescita costante, l'ingresso in campo di Leao gli dona la libertà d'espressione calcistica che lo ha reso uno dei terzini più devastanti d'Europa. L'asse col portoghese, avvolgente, permette al Milan di tornare in partita.

Fofana: 5,5. Nel tentativo di equilibrare una squadra costruita senza un briciolo di progettazione, si è ritrovato imprescindibile. Il risultato è, giornata per giornata, sempre il solito. Subissato dagli incarichi, confusionario.

Reijnders: 6. Costretto ad arretrare il proprio raggio d'azione, la lettura di Conceicao svilisce il talento dell'olandese. Il Milan comincia a girare quando è libero di fare qualche metro in più.

Bondo: 5,5. Subisce l'arrembaggio costante dei centrocampisti azzurri e Conceicao sceglie di sacrificare lui per cercare di cambiare la partita, conclusasi anzitempo con più di qualche rimpianto. (Dal 45' Leao: 7).

Félix: 5. La sua immensa cifra tecnica lasciava presagire un futuro da campione, ma gli sprazzi roventi dell'anno da teenager al Benfica sono tutto ciò che finora il fantasista portoghese ha lasciato al calcio. Troppo, troppo poco per giustificare l'ennesima grande occasione che sta sciupando. Salgono a 476 i minuti senza gol dall'esordio in Serie A. (Dal 54' Chukwueze: 6).

Abraham: 6. Una lotta estenuante e spesso solitaria non basta di certo a influire sul risultato, ma è più che sufficiente a risultare tra i migliori (Dal 54' Gimenez: 6).

Pulisic: 5,5. Impalpabile sino all'ultimo secondo della sua prestazione, ci si aspettava di vederlo sul dischetto dove ha tra l'altro una buona media realizzativa. A quanto pare, nel Milan, perfino le gerarchie dei calci piazzati sono indefinite. (Dal 79' Jovic: 7).

Conceicao: 5. I tanti tasselli persi per strada non lo aiutano ed è chiamato a ridisegnare l'11 titolare in extremis, ma le sue scelte sono alquanto discutibili. Lasciare Leao in panchina per inserire Joao Felix e prediligere un tridente con due attaccanti interni, perdendo l'imprevedibilità in nome di una tecnica mai sollecitata, si è rivelata una mossa errata dal risultato beffardo, ossia la sterilizzazione totale della fase offensiva dei rossoneri. Se poi sei chiamato a riprendere la squadra dal punto di vista psicologico e continui a sbagliare l'approccio regalando così tanti gol in avvio, è evidente che più di qualcosa stia andando storto. Se regali 45' ad una squadra in lotta per lo Scudetto, difficilmente poi riesci a riprenderla.

 


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