Lega Serie A, il presidente Simonelli: "Decreto Crescita? Non sarà reintrodotto"

Nessuna reintroduzione per il Decreto Crescita
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha chiarito definitivamente la posizione sulla possibile reintroduzione del Decreto Crescita, la normativa che in passato ha agevolato i club italiani nell'acquisto di giocatori stranieri grazie a benefici fiscali.
"Non sarà reintrodotto", ha dichiarato Simonelli, ma ha anche assicurato che si sta lavorando a un nuovo quadro normativo che possa supportare economicamente le società del massimo campionato italiano.
Una nuova normativa per aiutare i club
"Ridefiniremo un veicolo legislativo che possa approvare una normativa fiscale utile esclusivamente ai club. Per i giocatori, invece, non cambia nulla, dato che trattano i loro stipendi al netto delle tasse", ha spiegato Simonelli.
Questo significa che l'obiettivo principale delle nuove misure sarà quello di garantire una maggiore sostenibilità economica per le società, senza alterare le condizioni contrattuali dei calciatori.
L'effetto imprevisto dell'abolizione
Uno dei principali motivi che hanno portato all'abolizione del Decreto Crescita era la convinzione che avrebbe ridotto il numero di giocatori stranieri in Serie A, favorendo una maggiore valorizzazione dei talenti italiani. Tuttavia, secondo Simonelli, i risultati ottenuti non sono stati quelli sperati.
"Gli stranieri sono aumentati. Sono solo più scarsi", ha commentato con una punta di amarezza.
Il futuro della Serie A tra attrattività e sostenibilità
Il dibattito sul Decreto Crescita e sulla competitività del calcio italiano rimane dunque aperto. Se da un lato l'obiettivo è rendere la Serie A più attrattiva e sostenibile, dall'altro emerge la necessità di migliorare la qualità degli acquisti dall'estero per mantenere alto il livello del campionato.
I prossimi passi della Lega Serie A e del governo saranno fondamentali per delineare il futuro delle squadre italiane in un contesto economico sempre più complesso.