Il pullman dell’Inter evita il peggio contro un Napoli roboante
L’Inter di Inzaghi approccia la sfida Scudetto al Maradona come la più piccola delle provinciali: parcheggiando il bus davanti all’area di rigore del Napoli.

L’Inter di Simone Inzaghi approccia la sfida Scudetto al Maradona come la più piccola delle provinciali: parcheggiando il pullman davanti all’area di rigore del Napoli. Un catenaccio a oltranza di trapattoniana memoria. Ma non erano gli azzurri la squadra catenacciara?
Una resa tecnica incondizionata che va al di là delle assenza e delle difficoltà. Perché se il secondo tempo è stato dettato da un cambio tattico che l’Inter, bisogna essere onesti onesti, non è riuscita ad assorbire, non è che il primo sia stato tanto diverso.
Napoli-Inter, i numeri del primo tempo: risultato bugiardo al Maradona

Nessuna palla gol creata, un indice di pericolosità da azioni manovrate del 46% (contro il 60% del Napoli), un baricentro medio di 44,52 metri (contro i 54,61 metri del Napoli), e la miseria di 11 tocchi in area di rigore avversaria. Un monologo, interrotto soltanto dalla bellissima punizione di Federico Dimarco, primo gol di mancino su calcio piazzato da quando lo stadio è stato consacrato nel nome alla leggenda di Diego. Una bella soddisfazione per lui, e nulla più.
I numeri del secondo tempo: Inter assente, Napoli dominante

Se il primo tempo ha presentato numeri impressionanti, il secondo è ancora peggio per i nerazzurri di Milano. Complice la scarsa comunicazione tra Inzaghi e la squadra e tanta confusione dopo l’uscita dal gioco del momentaneo match Winner Dimarco.
L’Inter prima mette Dumfries a sinistra e Pavard a destra, poi passa a un 442 con Mkhtaryan esterno destro, poi Inzaghi ordina un 632 da bunker antinucleare. Risultato? L’Inter perde 4 metri sul baricentro medio, ha solo il 32% di possesso palla, 120 passaggi (contro i 180 del primo tempo) e… niente, finiscono qui le statistiche dell’Inter con numeri diversi da zero.
Zero le occasioni da rete avute. Zero i tiri in porta. Zero i calci d’angolo. Zero azioni manovrate nell’ultimo terzo. Zero volte in cui l’Inter riesce a valicare il centrocampo.
La capolista parcheggia anche il pullman davanti alla porta dell’ottimo Martinez, ma viene comunque raggiunta all’87’ dal gol del subentrato Billing. E al 95’ rischia il clamoroso ribaltone sul tiro di Ngonge che non ha fortuna dopo un duplice rimpallo tra le cosce dei difensori interisti.
Se Napoli-Inter doveva essere lo spartiacque per lo Scudetto, non lo è di certo stata per quanto riguarda il punteggio: il pareggio, infatti, lascia invariata la classifica complice anche lo stop casalingo dell’Atalanta contro il Venezia (grazie Gasp!).
Ma dal Maradona si è chiaramente vista una cosa: il Napoli sembra essere in ripresa, mentre l’Inter, alla vigilia di un mese intensissimo di impegni, pare invece alle corde. E questo non può che far ben sperare per il proseguio del campionato e le speranze azzurre di scudetto. Siamo vivi.