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Anguissa e McTominay
Anguissa e McTominay

Il Mattino in edicola si sofferma sugli uomini in mediana del Napoli, Frank Anguissa e Scott McTominay, esaltando le loro doti.

McTominay, Lukaku, Kvaratskhelia
McTominay, Lukaku, Kvaratskhelia che festeggiano

Scrive così il Mattino

McTominay segna, illumina, copre. Anguissa scherma, apre e corre. E il Napoli vince anche a Torino. Rimanendo prima in classifica. La squadra di Conte, un passo alla volta, avanza senza presunzione, sottotraccia nei proclami, e compatta in campo. I due centrocampisti: lo scozzese e il camerunese, una alleanza da nord a sud, sono stati i protagonisti della partita, le due anime. Il resto l’ha fatto Vanja Milinkovic Savic, portiere del Toro, vanificando gli attacchi napoletani. Se McTominay da grande vagocampista c’ha abituato al suo essere onnipresente, e poi nel finale anche ad essere l’uomo che prende tutte le palle davanti alla difesa, vedere Zambo Anguissa correre più dello Zambo Anguissa dell’anno dello scudetto spallettiano ha dello straordinario. Sul finire della sua partita ha superato Lukaku che l’ha visto passare guardandolo con lo stupore col quale i bambini guardano gli aerei alzarsi dal suolo. Sembravano Willy il Coyote e Beep Beep. Se McTominay c’ha abituato alla sua capacità di segnare gol molto da Premier League – estraendoli dalle mischie in area – con uno stop di sinistro in allungo che sa di curvatura del pallone prima di lasciar partire con lo stesso piede un tiro angolato impossibile anche per le mani allungabili di Milinkovic Savic, vedere Anguissa onnipresente giocare più palloni di Lobotka senza indolenza, ma con una elasticità da tennista sotto rete, fa ben sperare per il futuro della stagione. Grazie a questa connessione nord-sud, conferma-stupore, geometria-accelerazione il Napoli sta andando oltre il suo essere squadra efficiente, diventando una squadra forte, quadrata e con una duttilità tattica che si sta sviluppando sempre di più. Il vagocampista scozzese è un calciatore determinato con sogni di grandezza, da ogni pallone si aspetta il meglio: si è subito inserito, subito ha segnato, subito si è preso il posto. Il centometrista Anguissa – portatore di stupore – è il calciatore che da naufrago ha ritrovato uno sforzo nascosto che l’ha portato a giocare una partita oltre sé stesso, ne aveva giocato così alcune in Champions League ma mai a questa velocità, in lui vive l’indolenza dovuta al grande caldo, ha eleganza felina, credendo di più nella forza che nella velocità, ma ora Conte sembra avergli invertito la natura. Anguissa corre, e tanto. Anguissa è veloce, e tanto. McTominay ha una dinamicità diversa anche perché si spalma per tutto il campo, ha i piedi per allargare lo spazio a Lukaku e Kvaratskhelia, i piedi per segnare, e la testa, i piedi e il corpo per difendere negli ultimi minuti di gioco, quando il Napoli si chiude a testuggine. Insieme sono stati la forza che ha portato la vittoria. 

L'asse Camerun-Scozia

Se McTominay ha segnato, Anguissa ha difeso quel vantaggio con una superiorità fisica. Del resto questo asse Scozia-Camerun ci dice tantissimo del lavoro sul gruppo e sull’identità fatto da Conte. Se McTominay vagabonda aprendo possibilità, Anguissa ha corso tantissimo lavorando palloni per Di Lorenzo e Politano. Lo spirito nomade dello scozzese si è unito a quello che un tempo era stanziale e indolente del camerunense e che ora è diventato mobile e operoso, e la combinazione ha risolto e tenuto la partita a Torino. Entrambi se perdono il pallone corrono a recuperarlo, ed entrambi se hanno il pallone lo usano nel modo migliore. McTominay con il lancio, Anguissa con l’appoggio o l’apertura con riproposizione. Due mondi. due corpaccioni, una sola dinamicità. Palla lunga e palla corta. Mosaico e cemento. Ordine e chilometraggio. Ispirazioni e aspirazioni.


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