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Ferrara e Sinner
Ferrara e Sinner

Jannik Sinner, numero 1 al mondo del tennis, è attualmente sospeso per responsabilità oggettiva in seguito ad una contaminazione involontaria da Clostebol. L’ex preparatore atletico Umberto Ferrara, ora preparatore di Berrettini, cerca di chiarire il suo punto di vista alla Gazzetta dello Sport.

Ferrara si sfoga per i danni alla sua figura

“Era giusto attendere la pronuncia degli organi competenti, che non mette in dubbio il mio operato. Ho subito un grave danno alla mia reputazione personale e professionale. Tutti hanno letto articoli o commenti che riportavano i fatti in maniera non conforme a quanto accertato dal Tribunale Indipendente con la sentenza del 19 agosto».


 Lei era ovviamente consapevole che il Trofodermin fosse un prodotto victato per gli atleti. Perché comprò quello spray?

”Lo utilizzo da anni in quanto prescritto dal medico specialista quale farmaco di supporto per una patologia cronica. Ero perfettamente
consapevole del divieto e l'ho sempre custodito con massima cautela nel mio beauty personale”.

Perché portò lo spray in Usa?
«Perché mi sarebbe potuto servire per la patologia e per averlo a disposizione, essendo all'estero».


 Perché lo consegnò a Naldi? E cosa gli disse?

«Non ho consegnato nulla a Naldi. Gliene ho suggerito l'utilizzo poiché aveva un taglio ad un dito che non cicatrizzava e rendeva complicato il suo lavoro. Ful molto chiaro nel comunicare a Naldi la natura del prodotto e la necessità che per nessuna ragione dovesse entrare in contatto con Jannik. Infatti ne ho consentito l'uso solo all'interno del mio bagno personale. Naldi non ha negato di essere stato informato, ma ha detto di non ricordare».

Prima della comunicazione della positività, ebbe il sospetto che Naldi avesse trattato Sinner senza guanti, o comunque senza essersi lavato le mani, subito dopo aver usato quello spray?


«Assolutamente no, proprio per gli avvertimenti che gli avevo fornito e per le sue competenze».


Ferrara racconta le reazioni dopo la positvitá di Sinner


«Reazioni? Incredulità e stupore. Sentendo parlare di clostebol, il collegamento con il Trofodermin è stato immediato. In poche ore abbiamo ricostruito i passaggi che hanno portato alla contaminazione di Jannik ed ho fornito le prove dell’acquisto dello spray presso una farmacia di Bologna”.

 L'international Tennis Integrity Agency (ITIA) ha dichiarato che «nel caso Sinner non era giustificato perseguire nessuno del suo entourage. Non c’è stata alcuna violazione delle regole del programma antidoping. Questa assoluzione la rincuora?

 «Assolutamente si. Ho trovato molto equilibrate le dichiarazioni e ho apprezzato il fatto che ITIA abbi chiarito di aver fondato le valutazioni sulla base di una consulenza resa da un team legale».

Ferrara e Sinner


Nel suo comportamento c'è stata qualche leggerezza o rifarebbe tutto? E qual è l'aspetto che l'ha fatta più soffrire?


«Con il senno di pol è facile dire che non rifarei le stesse cose. Sicuramente, non farei più affidamento sul comportamento altrui. Mi ha fatto soffrire la superficialità, a volte aggravata dalla malafede, con molte persone che hanno trattato la mia posizione all’interno della vicenda».

Cosa si sente di dire lei su Jannik?


«Nonostante i suoi 23 anni ha mostrato una maturità nell'affrontare la vicenda fuori dal comune, secondo me sostenuta dalla corretta convinzione di essere nel giusto. Ha un'etica del Iavoro e una dedizione speciali, questo approccio lo porta ad alzar continuamente l'asticella. Lavorare con Jannik gratificante e stimolante. L'ultima volta ci siamo visti a Doha e ci siamo salutati. Ho sofferto molto per la chiusura del rapporto, ma ero consapevole potesse essere uno dei possibili epiloghi”.

Adesso lei sta seguendo Berrettini. L'hanno sorpresa alcune critiche a Matteo per aver deciso di avvalersi della sua collaborazione?


«Assolutamente no, dal momento che le critiche sono pervenute da quelle stesse persone (giornalisti e non solo) che hanno trattato con superficialità i vicenda. Matteo si è documentato e ha preso le decisioni che ha ritenuto migliori».


 Prima di accettare la proposta di Berrettini aveva ricevuto altre offerte dalla Federazione e da gioca tori di livello buono o ottimo. La stima dell'ambiente è stata una medicina preziosa?


«Fondamentale: ho sentito la vicinanza dell'am biente tennis. Allenatori, giocatori, preparator manager mi hanno manifestato la loro stima».


 Si è sentito un po' demonizzato?

«Sì, molto. Ho dovuto constatare che qualcuno ha scelto di attaccare la mia persona, riportando fatti circostanze in modo superficiale, ignorando deliberatamente il contenuto della sentenza del Tribunale Indipendente, che ha ben determinato dinamiche responsabilità individuali».


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