Il Napoli sarà sempre il Napoli, anche con l’addio di Conte
Il Napoli non è l’allenatore che ha in panchina, ma è la credibilità di un progetto in crescita da 20 anni. Tranne per i tifosi coi complessi di inferiorità.

C’è una Napoli che, da sempre, è vittima del complesso di inferiorità. La stessa Napoli che si aggrappa, con le unghie e con i denti, al salvatore di turno. Che sia Ancelotti, Sarri, Spalletti o finanche Antonio Conte, questa frangia estremista e catastrofista del tifo non può fare a meno di pensare che il calcio a Napoli termini insieme al proprio salvatore.
Napoli e il Napoli sanno sempre come rialzarsi
Napoli, nel corso della sua millenaria esistenza, ha sempre dimostrato di sapersi rialzare dalle cadute. E così anche il Napoli, nel corso degli ultimi vent’anni, in pieno stampo partenopeo.
Se proprio vogliamo dirla tutta, il Napoli è sopravvissuto all’esonero del più grande di tutti (Carlo Ancelotti), arrivando addirittura a migliorarsi e vincere lo Scudetto contro ogni pronostico e con modalità impensabili. Pretendere di appiattire il pensiero altrui sull’eventuale addio di Conte il prossimo anno, rifugge da ogni logica e, soprattutto, spirito critico nei confronti della storia recente di questa maglia. Negli ultimi 10 anni, infatti, il Napoli è la squadra che ha collezionato più punti in Serie A dopo la Juventus.
Un attestato di crescita e solidità che, da solo, dovrebbe placare le ansie e i timori di un addio. Il Napoli non è l’allenatore che ha in panchina, nemmeno i calciatori che ha in campo: il Napoli è la credibilità di un progetto che, non senza rari ma pesanti passi falsi, è destinato a perdurare e consolidarsi sempre più.
Addio Conte? Pazienza, si va avanti lo stesso!
Conte andrà via? Pazienza. Morto un Papa, se ne fa un altro. Di certo il calcio, qua, non termina con lui. E adesso testa all’Inter, che c’è da portare a casa punti preziosi per cullare il sogno di riportare il tricolore alle pendici del Vesuvio.
Al futuro, poi si vedrà.