Violenza di genere: più di duemila casi in un anno
Nel 2024 cresce ancora il numero dei procedimenti per reati di "codice rosso": 1200 casi di maltrattamenti e 984 quelli di stalking

Il “codice rosso” non si ferma più.
La diffusione di episodi di violenza di genere e domestica è in aumento anche alla vigilia dell'otto marzo.
A confermarlo i numeri del carico di lavoro del pool Fasce deboli della Procura.
Nel 2024, sulla scrivania dei magistrati diretti dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone sono arrivati 5669 fascicoli reati di competenza della sezione (che si occupa anche, pedopornografia e abusi sui minori) con indagati noti.
La media è di 472 nuovi procedimenti al mese.
Tra questi, più di duemila riguardano casi riconducibili ad aggressioni o persecuzioni consumate dietro le mura di casa: 1281 sono stati i procedimenti aperti per l'ipotesi di maltrattamenti in famiglia, 984 per stalking.
A fronte di questo scenario, i pubblici ministeri hanno chiesto ben 278 ordinanze di custodia cautelare e 48 agli arresti domiciliari.
Significativo anche il dato delle misure cautelari non detentive richieste dalla Procura soprttutto per l'accusa di stalking: 22 ordinanze di allontanamento dalla casa familiare, 61 divieti di avvicinamento, 5 obblighi di dimora, 2 divieti di dimora.
L'incremento delle misure cautelari a seguito dell'entrata in vigore del "codice rosso" è determinata, evidenziano i magistrati, dai tempi rapidi impressi da carabinieri e polizia nello svolgimento delle indagini.

Questo consente ai pm di valutare velocemente la fondatezza della denuncia per poi inoltrare al giudice la richiesta di emissione di un nuovo provvedimento restrittivo.
Tra le tante statistiche allarmanti, perché confermano un trend in costante crescita, i magistrati del pool riescono pur tra tante difficoltà e carenze di organici e mezzi, a smaltire la quasi totalità dei fascicoli: nel 2024, la sezione guidata dal procuratore aggiunto Falcone ha definito 5668 procedimenti con indagati (i sopravvenuti sono stati appena uno in più) ai quali si aggiungono 594 con autori ignoti (a fronte di 607 nuove iscrizioni) e 725 per “fatti non costituenti notizia di reato” a fronte di 736 sopravvenuti.
La linea della Procura diretta da Nicola Gratteri è di aver un pool composto da magistrati il più possibile specializzati in una materia dai profili tanto complessi.
In quest'ottica sta promuovendo la stipula di protocolli e direttive con polizia giudiziaria, enti locali, strutture sanitarie, centri antiviolenza e tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel percorso che inizia quando viene segnalato un episodio di violenza di genere.
Perché poi dietro i numeri ci sono le storie delle vittime.
“Un momento importante del nostro lavoro consiste proprio nel rassicurare le vittime, trasmettere fiducia e fare il possibile per arrivare velocemente alla definizione del caso”, evidenzia un inquirente.
E da un'intesa tra la Corte d'Appello, La procura Generale e la Cooperativa sociale Eva è stato istituito un osservatorio distrettuale sul fenomeno della violenza di genere e sulla violenza domestica.
L'obiettivo è la realizzazione di un sistema integrato ed efficace di protezione delle donne e dei minori che si rivolgono alla giustizia, alle forze dell'ordine o ai servizi territoriali al fine di evitare la vittimizzazione secondaria, tutelare i diritti, incidere sulla prevenzione del fenomeno.
“Sarà il luogo di coordinamentostabile con le Procure, i Tribunali, le forze dell'ordine e tutti gli attori pubblici e privati che intervengono sul tema della violenza di genere” sottolinea il procuratore generale Aldo Policastro.