Agnelli: "Mi difenderò in tribunale dalle accuse. Ritornerò? Vedremo."

Dopo le dimissioni rassegante lo scorso 18 gennaio l’ormai ex presidente della Juventus, Andrea Agnelli, è tornato a parlare rilasciando delle dichiarazioni al De Telegraaf:
Su UEFA e FIFA: “Non è strano che ci sia un solo candidato alla presidenza sia della UEFA che della FIFA? Per non parlare di quelli che ci sono già: Ceferin e Gianni Infantino. È una situazione sana? Ci si può aspettare un cambiamento da queste persone? Ceferin e Infantino faranno di tutto per rimanere al centro del potere. Per assicurarsi i loro privilegi. Avete visto cosa dice Ceferin nel documentario della Apple? Come presidente UEFA, si sente potente come un re e parla come un primo ministro dell'organizzazione delle competizioni".
Sul rapporto personale con il presidente UEFA: "Non ho alcun problema con lui. Se mi chiama rispondo. Con me l'amicizia e i sentimenti personali non si intromettono negli affari. Aleksander è il padrino di una delle mie figlie. Ne sono felice. È stata la scelta del momento. Ha fatto una promessa a Dio: se mi succede qualcosa, si prenderà cura di lei. Una promessa del genere non si può restituire o ritirare".
Sull'inibizione arrivata dalla FIGC e sulle indagini ancora in corso: "Mi sono dimesso da presidente della Juventus a causa di un'indagine penale che mi riguarda personalmente. Non posso dire molto su questo perché il caso è in corso. La prima udienza preliminare è il 27 marzo. Lì si deciderà se il caso si ferma o meno. Non voglio che la Juventus si faccia carico di questo peso per tutto questo tempo. Un nuovo consiglio di amministrazione può rappresentare meglio il club e non ha nulla a che fare con le accuse. Inoltre, sono libero di difendermi in tribunale da qualsiasi accusa. Se ritornerò? Quello che riserva il futuro lo sa solo il futuro. Vedremo. Per ora sono un normale appassionato di calcio".