Conte, ora basta comfort: Napoli merita il 100% del tuo fuoco
E Napoli, caro Antonio, non è una tappa. È una guerra da vincere. Fino all’ultimo giorno.

Parlo con chiarezza e senza retropensieri: sono stato uno dei promotori dell’arrivo di Antonio Conte al Napoli. L’ho voluto, l’ho invocato, l’ho difeso. Perché sapevo che quest’uomo, con la sua fame, la sua rabbia, la sua ossessione per la vittoria, poteva riportare serietà, disciplina e ambizione in una piazza devastata dal post-scudetto.
Non scrivo queste righe perché penso che Conte voglia lasciare Napoli. Non è una profezia, non è un lamento. È una richiesta. Un avvertimento. Un atto d’amore per la maglia e per un’idea di calcio che non può più essere lasciata a metà.
Il comfort di arrivare dopo un 10º posto
Perché è proprio questo il punto: di Antonio Conte, finora, abbiamo visto solo il 50%. Un antipasto. Una versione ridotta, filtrata, tranquilla. Sì, perché Conte ha vissuto questa stagione nella comodità. È arrivato dopo il disastro del decimo posto, in una città stanca, ferita, disillusa. Ha trovato un ambiente che si sarebbe accontentato anche solo del 6° posto, una società che gli ha messo in mano 150 milioni da spendere, e il lusso di costruire senza veri processi mediatici, senza pressioni asfissianti.
Bravo lui, sia chiaro. Perché ha scelto il momento perfetto per rilanciarsi. Ma noi non possiamo accontentarci di questo. Perché Napoli non è terra di comfort. Napoli è trincea, è ossessione, è fame. E noi, da Antonio Conte, pretendiamo il 100%.
E quel 100% si vede solo quando hai tutto da perdere. Non quando hai solo da guadagnare. Il prossimo anno sarà questo: aspettative altissime, pubblico tornato esigente, Champions League da onorare, una squadra da modellare davvero secondo il suo credo. Niente più bonus, niente più scuse. O si vince, o si fallisce.
La prossima sarà la stagione dei rischi
Ed è proprio lì che voglio vedere Conte. Quando sente il fuoco sotto i piedi, quando ha i nervi tesi, quando urla fino a perdere la voce perché sa che sta rischiando tutto. È lì che nasce il suo vero valore. Non nell’aria condizionata dell’alibi, ma nel caldo soffocante del dover dimostrare.
E allora parlo anche alla società, al presidente, alla dirigenza: basta ambiguità. Basta ipotesi. Basta lasciapassare. Conte ha un contratto di due anni. E deve rispettarlo, non per un capriccio, ma perché è ora che Napoli veda il Conte vero, quello totale. Quello con le spalle al muro.
Se scappa adesso, se lascia ora, allora avrà vinto la sua battaglia personale. Ma Napoli avrà perso un’altra occasione per crescere davvero.
Noi non ci stiamo. Vogliamo il Conte intero. Il Conte feroce. Il Conte che ha paura di perdere. Perché è solo così che si vincono le guerre.
E Napoli, caro Antonio, non è una tappa. È una guerra da vincere. Fino all’ultimo giorno.