header logo
Romelu Lukaku contro la Lazio
Romelu Lukaku contro la Lazio

Il Mattino in edicola si sofferma sul rendimento non entusiasmante di Romelu Lukaku.

Cosa scrive il Mattino

"Doveva essere Mr Wolf (quello che risolve i problemi), è finito per diventare Mr Bean (quello che fa ridere con i suoi pasticci). Strana la vita di Romelu Lukaku, l’attaccante per il quale Antonio Conte ha fatto carte false. Sembrava che senza di lui il Napoli perfetto non sarebbe potuto essere costruito. Una sorta di pietra miliare, la testata d’angolo, le fondamenta che avrebbero retto tutto il sistema di gioco. E di fatti sarebbe così. Sarebbe appunto, perché ad oggi il contributo di Romelu alla causa Napoli è stato decisamente deludente. I NUMERI Cinque gol e quattro assist in 13 presenze di campionato: tutto troppo poco per giustificare non solo i 30 milioni di euro pagati da De Laurentiis al Chelsea sul tramonto della scorsa estate, ma anche i “capricci” di Antonio Conte che aveva in testa solo Lukaku. D’altra parte l’idea di gioco dell’allenatore del Napoli era chiara: palla avanti sul corpaccione del belga e poi qualcosa succederà. Il problema è che fino a oggi è successo molto poco, anzi pochissimo. All’inizio sembrava che tutto dipendesse da un ritardo di condizione dovuto all’arrivo di Big Rom solo a fine estate. Ma pure quell’alibi è diventato un dito troppo sottile dietro al quale nascondere un gigante da quasi 100 chili. Adesso non può essere più (solo) un problema di forma fisica, anche perché il resto della squadra è in palla e Lukaku ha approfittato anche delle soste di settembre e ottobre per restare a disposizione di Conte e intensificare i suoi allenamenti. E allora? 

QUESTIONE DI FEELING

 Di sicuro non è scoccata la scintilla tra l’attaccante e i suoi compagni di reparto. Big Rom si cerca poco con Kvara, McTominay e Politano e si trova ancora meno. Pochi scambi, poche triangolazioni, poco fraseggio al limite dell’area di rigore avversaria. Lo scozzese dovrebbe essere un supporto per il belga, ma invece i due finiscono per pestarsi i piedi. Non funzionano le incursioni di Scott, non funzionano le sponde di Romelu. Contro la Lazio ha toccato appena 15 palloni, un numero troppo basso per un attaccante che dovrebbe essere catalizzatore del gioco. In tal senso latitano anche i rifornimenti lì davanti. Gli esterni (Kvara e Politano) crossano pochissimo e il più delle volte cercano la giocata personale accentrandosi e andando al tiro. Lukaku, poi, si trova sempre spalle alla porta e quando sulle sue tracce si mettono i due centrali avversari fatica tremendamente a respirare. È stato così contro l’Atalanta, contro l’Inter, la Roma e la Lazio. Insomma, una vera e propria costante dalla quale non riesce a uscire. Anche perché non lo aiuta un piano B nel gioco del Napoli. 

Antonio Conte preoccupato in panchina
Antonio Conte preoccupato in panchina

EFFETTO CONTE 

Conte prepara la partita appoggiandosi sul suo terminale offensivo o in alternativa aspettando basso gli avversari per ripartire in velocità. Peccato che Lukaku non riesce ad essere esplosivo negli scatti e per tanto ogni volta che la squadra prova a salire rapidamente è sempre in ritardo. L’unica volta che è riuscito a scappare sulla linea con i difensori avversari (Milan-Napoli) ha fatto centro. Conte lo protegge a oltranza perché sa che lui è l’uomo capace di invertire l’inerzia del campionato e metterla tutta dalla parte degli azzurri, ma il primo a cambiare deve essere proprio l’attaccante che deve diventare protagonista e leader della squadra. Non gli mancherebbe nulla in tal senso. Perché è ancora giovane (31) e un fisico da corazziere che gli permetterebbe di spazzare via le difese avversarie con grande disinvoltura. Questione di testa allora. Ecco perché Conte non lo molla e non lo mollerà nemmeno adesso. Lo ha voluto fortemente e con altrettanto vigore lo difenderà. Aspettando la svolta buona. Quella che porta al gol, quella che porta alla vittoria. E allora sì: Mr Bean tornerà ad essere Mr Wolf.


💬 Commenti