Krol: "Osimhen e Kvara non sono Messi e Ronaldo,hanno vinto perché c’era un gruppo dietro”

In una lunga intervista ad Avvenire (2023), Ruud Krol parla del Napoli e del suo imminente scudetto con Spalletti.
«Quando sono stato in città pochi giorni fa, ho percepito un entusiasmo contagioso. Se il Napoli vince, prepariamoci a una settimana di festa senza andare a lavorare».
Krol sfiorò il titolo nella stagione 1980-81, chiudendo terzo.
«Eravamo una squadra di combattenti, senza nazionali. Avevamo buoni giocatori, come il giovane Luciano Marangon e attaccanti di talento come Antonio Capone e Gaetano Musella. Antonio, purtroppo, ha sprecato il suo talento… E poi la Juve, che vinse quel campionato, era più forte di quella di oggi».
Rino Marchesi fu il tecnico di quel Napoli.
«Era un buon allenatore, tanto da meritarsi la panchina della Juventus in seguito. Noi, invece, negli anni successivi abbiamo dovuto lottare per non retrocedere. Ricordo con affetto anche Giacomini e Pesaola, oltre alla passione del presidente Ferlaino, che poi con Maradona ha vissuto grandi soddisfazioni».
Se Maradona fosse arrivato un anno prima, Krol avrebbe vinto lo scudetto?
«I fuoriclasse come Maradona o Cruijff fanno sempre la differenza, ma anche loro sanno che non si vince mai da soli. Il Napoli di Spalletti non ha un fuoriclasse, ma ha un gruppo organizzato che il tecnico ha trasformato in una macchina perfetta».
E Osimhen e Kvaratskhelia?
«Osimhen è un goleador, Kvaratskhelia è un dribblomane, ma non sono al livello di Messi o Cristiano Ronaldo. La loro fortuna è avere alle spalle giocatori come Lobotka, Anguissa, Zielinski, Di Lorenzo e Kim, che qualche errore lo commette, ma ha fatto un ottimo campionato».
Su De Ligt, spesso paragonato a lui:
«È un buon difensore, ma non mi somiglia. Io ho giocato in più ruoli e sapevo costruire il gioco e difendere come pochi al mondo. De Ligt ha ancora molto da imparare».
Il legame con Napoli resta fortissimo.
«All’Ajax ho vinto tutto, ma gli anni più belli e formativi li ho vissuti a Napoli. Ho conosciuto la città, i suoi problemi, la povertà, ho parlato con gli scugnizzi e i pescatori di Mergellina. E ogni volta che torno, riprendo il discorso esattamente da dove l’avevo lasciato quarant’anni fa».
Dopo il terzo scudetto, il Napoli aprirà un ciclo vincente?
«De Laurentiis ha salvato il club dalla Serie C e lo ha reso sempre più competitivo. Con Spalletti punteranno ancora allo scudetto e alla Champions. Questo mi rende felice: i napoletani sono un popolo unico e meritano di vivere questa gioia».