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Conte esulta col Napoli
Conte esulta col Napoli

Il Napoli di Conte sta sognando un titolo che sarebbe sicuramente una cosa incredibile viste le premesse di inizio anno. La Gazzetta dello Sport si sofferma sugli azzurri di mister Conte.

Conte: un cambiamento d’atteggiamento incentrato sulla sua figura

Non è necessario ricorrere a metafore sacre o ad intrecci tra il sacro e il profano, perché in fondo non servono a nulla. A volte le parole sono come pletre, altre volte invece sembrano carezze portate dal vento. E Antonio Conte, raccontano i suoi amici, non lascia mai nulla al caso: nemmeno una virgola, nemmeno una frase che potrebbe sembrare scolpita nell’aria, come quelle che ora invadono i social. Quando si è presentato a Napoli, Conte ha scelto di parlare direttamente al cuore, utilizzando un dialetto che non richiede traduzioni: «amma faticà». Quella frase, semplice ma potente, esprimeva il suo comandamento fondamentale senza svelare del tutto la meta finale. Alcuni segreti, infatti, non si rivelano, perché farlo potrebbe sembrare una forma di spavalderia.

Le regole di Conte

«Napoli non deve essere una tappa di passaggio, ma una meta». Con queste parole, e con la determinazione che lo contraddistingue, Conte ha sfidato il silenzio e ha svelato il suo tratto più sensibile: «Se vogliamo, possiamo». Un concetto che riecheggia il famoso “Yes, we can”, ma che, nel contesto del calcio e della sua visione, si traduce nel desiderio di dare tanto a una città che già dà tanto.

Tutto questo è accaduto dopo il pareggio con l’Inter, un punto che ha segnato una svolta psicologica per il Napoli, facendo cambiare anche l’umore dei più scettici. Da quel momento, le speranze sono tornate, e i tifosi hanno iniziato a sognare di nuovo. Conte, pur dichiarando che il pareggio fosse una “mezza sconfitta”, ha subito reagito con una vittoria contro la Fiorentina che ha messo a posto sia la classifica che l’umore. Prima di partire per Venezia, dove avrebbe affrontato un’altra sfida decisiva, ha lanciato il suo messaggio più rassicurante: «Fidatevi di me».

Anche se l’anno passato non è stato privo di difficoltà, con momenti di incertezza e la tristezza per l’addio di Kvara, Conte ha sempre mostrato determinazione. La sua sicurezza e la sua visione si sono fatte sentire, anche quando la squadra stava attraversando un periodo di crisi. La sua frase di sempre: «Con questi ragazzi vado in guerra», è diventata il suo mantra. Non si è lasciato scoraggiare dalle difficoltà, affrontando ogni emergenza con calma e consapevolezza.

Conte sa quello che deve fare 

Il suo approccio a Venezia, in quella che sembrava una situazione di grande difficoltà, è stato un atto di resilienza. Ha saputo trasformare ogni sfida in un’opportunità, dando al Napoli un’identità solida e imprevedibile attraverso un rinnovamento sano e deciso. Ora, con dieci finali da affrontare, Conte ha chiaro ciò che vuole: «Zero preoccupazioni, zero ansie, zero problemi». È questa la sua filosofia, ed è quella che trasmette ai suoi giocatori, pronti a dare tutto per la causa. Perché quando disse «amma faticà», sapeva perfettamente cosa intendeva: senza paura, senza esitazioni. Conte sa dove vuole andare, e nessuno lo conosce meglio di se stesso.


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