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Antonio Decaro
Antonio Decaro

La famiglia De Laurentiis è proprietaria del Napoli dal 2004, ma è anche proprietaria del Bari dal 2018. In Puglia la famiglia romana non è ben vista, tanto che l’europarlamentale del Pd Antonio Decaro, ex sindaco di Bari, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla famiglia  De Laurentiis riportate da Pianeta Bari.

Antonio Decaro

De Laurentiis era l’unica soluzione 

”Nel 2017 il PD ha ricevuto un finanziamento da De Laurentiis, è vero. Poteva sapere che il Bari sarebbe fallito? De Laurentiis non era interessato al Bari, ho fatto pressioni io perché non sapevo a chi dare. Mi ha maltrattato all’inizio, dicendo che fossi inadeguato a fare il sindaco.

Il fallimento c’è stato perché non pagò l’F24. Volevano dei soldi per ottenere le risorse che servivano, poi la società non era solvibile ed è andata nelle mani dei commissari dei tribunale.

Compratori? Ormai il rapporto si è interrotto. Vado in giro a cercare qualcuno, sono stato contattato anche da un avvocato che si era occupato della vendita di un club importante. Anche quando ho ricevuto una telefonato da Rivera, anche lo sceicco aveva contattato me e li ho mandato dal sindaco attuale, ma poi non è arrivata una richiesta formale e la stessa richiesta di informazioni non è arrivato direttamente da loro. Ho messo tante volte in contatto qualcuno, ma ancora oggi io non ho incontrato qualcuno veramente interessato. Non si può fare una legge retroattiva sulla multi proprietà.

Interessato al Bari non c’era nessuno. De Laurentiis disse che io gli ho chiamati? Si, ho chiamato tante volte lui come altri. Ho chiamato anche Radrizzani, lui per problemi personali si era tirato dietro, aveva proposto Legrottaglie e loro lo avrebbero aiutato da dietro. Anche il Torino voleva utilizzare dei prestanome senza mettermi la faccia, eravate stati voi a chiedermi trasparenza. Anche Paparesta voleva entrare tramite qualcuno. Ripeto, ho chiamato i De Laurentiis come altri perché dopo il passo indietro di Radrizzani non c’era nessuno. Lo chiamai già prima del fallimento, avevano versato delle quote che ritirarono perché Giangaspero non aveva dato il bilancio, dove ovviamente c’erano tante cose che non andavano.

C’erano con me degli imprenditori baresi, avevo chiesto uno sforzo e non sapevo a che santo votarmi. Pensavo di iscrivermi per fare la squadra e poi vedere, ero arrivato fino a Berlusconi tramite Kutuzov, chiamavo tutti i giorni Preziosi. Come sono arrivato ai De Laurentiis? Me l’ha proposto il proprietario del Galleria, dicendo di prenderlo sull’orgoglio. Lui diceva che del Bari non gli interessava niente. Cairo avrebbe voluto prendere il Bari, ha fatto fare un sondaggio, a Torino i tifosi gli chiedevano di non prendere altre squadra e lui non lo fece.

Gli imprenditori baresi si erano illusi perché volevano la squadra, ma erano 12 senza voler fare investimenti importanti, avevo paura che si potesse scassare qualcosa. Io li ringrazio comunque perché rischiavamo di non avere nessuno. Mi ha mai chiamato qualcuno? Si, un esponente del PD mi ha chiamato per raccomandarmi Lotito. C’era Di Nunno. Vi fidate di Di Nunno? Voi non sapete quanta gente ho incontrato che voleva farsi pubblicità sulle spalle dei tifosi, a me questa cosa mi faceva schifo. La stragrande maggioranza, i vari cinesi e giapponesi che tutti conoscevano per andare sui giornali, alla manifestazione d’interesse non si è presentata.
C’erano dei prestanome che io non ho fatto partecipare, ho voluto trasparenza. Preziosi l’avevo chiamato io ma ha sbagliato nel presentare la domanda. Brienza è arrivato dopo, quante volte è andato sui giornali? Ha presentato in ritardo la domanda, tralaltro senza nulla dentro. La commissione ha valutato solo chi aveva dato la documentazione completa, visto che mancavano cinque giorni. Ha considerato l’esperienza nello sport professionistico ponendomi sul tavolo o De Laurentiis o Lotito, ho scelto il primo perché il secondo aveva anche la Salernitana in B. Se mi chiedete se, tornando indietro, rifarei la scelta, a queste condizioni forse si.

 

Nuovi soci? Dovete chiederle alla società. Ho chiesto loro di provare a trovare un socio e stabilire una quota per poter vendere sapendo quanto possono prendere. Credo che questa cosa l’hanno ascoltata, poi non so cosa sta succedendo.

Ho parlato spesso con i De Laurentiis, anche animatamente. Non hanno mai avuto intenzione di investire le infrastrutture perché devono vendere in caso di A. E vi assicuro che chi avrebbe comprato il Bari c’era, avevano venduto, li ho conosciuti il giorno della finale, erano tre imprenditori italiani. Per un fatto di riserbo non posso dire chi sono. Loro non volevano nemmeno fare manutenzione straordinaria, non l’hanno fatto neanche a Napoli.

Loro mi hanno sempre detto che per loro era normale che prima o poi, in Italia, ci sarebbe stata la stessa norma ora presente in Europa. I proprietari dell’Atalanta hanno altre squadre e si possono affrontare in Champions. Loro puntavano al fatto che i due parenti potevano avere due società e muoversi in autonomia.

Decaro avvisa De Laurentiis 

Dico ad Aurelio De Laurentiis che se vuole solo partecipare vendi la società. altrimenti se come hai detto metti la faccia e vuoi vincere, allora fallo e portaci in A”.


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