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Romelu Lukaku ai tempi dello scudetto dell’Inter
Romelu Lukaku ai tempi dello scudetto dell’Inter

In questi giorni sta tenendo banco il caso ultras che coinvolge il Milan, ma soprattutto l’Inter, la società più avvinghiata nella vicenda. Proprio grazie ai nerazzurri, emerge un retroscena che riguarda l’attuale centravanti del Napoli, Romelu Lukaku. Ne parla il Corriere della Sera.

Romelu Lukaku ai tempi dello scudetto dell’Inter

Lukaku ed i doni agli ultras

I tifosi dell’Inter potrebbero sentirsi un po’ di invidia nel sapere che uno di loro ha ricevuto un regalo di grande valore, sia materiale che simbolico, da parte di Romelu Lukaku, centravanti dello scudetto 2020-2021. Il dono è un orologio che Lukaku aveva fatto realizzare per sé, i compagni di squadra e lo staff, e uno di questi orologi è stato regalato proprio a Andrea Beretta, ex capo degli ultrà dell’Inter, ora collaboratore di giustizia. Beretta ha raccontato questo episodio ai pm, spiegando che Lukaku aveva fatto fare questi orologi durante la stagione dello scudetto, e lui ne aveva ricevuto uno come regalo personale.

Beretta, che in passato ha avuto rapporti diretti con vari membri della società, ha anche svelato di aver creato una sorta di amicizia con Lukaku, tanto da fargli realizzare un murales a San Siro. La normativa sportiva vieta ai tesserati di avere legami diretti con gli ultras, ma Beretta ha confermato di aver avuto questi rapporti, andando anche a prendere l’orologio quando Lukaku è arrivato. Ha raccontato anche di altri episodi legati alla dirigenza, come un incontro con Beppe Marotta, allora direttore generale dell’Inter, e di come i contatti tra ultras e società potessero avvenire attraverso persone come Matteo Norrato, uno dei capi ultras arrestato nell’inchiesta “Doppia Curva”.

Beretta ha anche menzionato Javier Zanetti, ex capitano dell’Inter e vicepresidente della società, con cui intratteneva rapporti diretti. Secondo lui, Zanetti a volte aiutava la tifoseria, consentendo l’accesso a materiale dell’Accademia Inter, come tute e palloni, che poi venivano distribuiti ai ragazzi coinvolti nelle coreografie. Questi beni erano utilizzati come “merce di scambio” per motivare i ragazzi a lavorare alle coreografie.

Ultras: come sta andando avanti il processo 

Nel frattempo, nell’udienza preliminare relativa alla gestione delle curve, 16 ultras dell’Inter e del Milan hanno scelto il rito abbreviato. La giudice Rossana Mongiardo ha ammesso la costituzione di parte civile delle società Inter e Milan, e della Lega Calcio, che si dichiarano danneggiate dalle condotte addebitate agli indagati.


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