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Inzaghi e Conte
Inzaghi e Conte

La Gazzetta dello Sport si sofferma sulle differenze tra Inzaghi e Conte.

Cosa scrive la Rosea

In tutto questo c’è un altro aspetto diciamo così psicologico che coinvolge Inzaghi. Bravissimo tatticamente, bravissimo nel far crescere i giocatori, nel creare un ottimo ambiente, ma… Ma forse proprio per questo capace di dare troppe certezze anche ai suoi calciatori. Se sei il più forte per quattro anni, ma non raccogli il dovuto, forse ti manca un pizzico di adrenalina, di tensione, che non vuole dire nervosismo, nella continuità.

Inzaghi e Conte


 

Per capire perché tutto questo è successo, perché – come è accaduto recentemente in Supercoppa – il termometro dell’attenzione finisca per scendere così repentinamente. E perché un gruppo che è unanimemente riconosciuto come il più forte della Serie A negli ultimi quattro anni abbia finora raccolto in campionato molto meno di quanto avrebbe potuto. Perché è convinzione generale che l’Inter fosse la più forte tre anni fa, quando si impose il Milan. Non fosse inferiore al Napoli di due anni fa, quando invece finì a 18 punti da Spalletti. E abbia di conseguenza raccolto un po’ in ritardo un meritato scudetto. Ora la storia è altrettanto chiara: il campionato è ancora in gioco, ma bisogna inseguire il Napoli, che ha meno impegni ma anche una rosa molto meno ricca.

Ad Inzaghi serve più veleno

Da 4 anni l’Inter raccoglie tanto, ma non quanto vale. Per vincere questo scudetto, Simone deve metterci più “veleno”, come riesce ad Antonio dell’Inter rimetterebbe tutto in equilibrio, ma un successo del Napoli forse chiuderebbe i giochi per Inzaghi. Ecco, in tutto questo c’è un altro aspetto diciamo così psicologico che coinvolge Inzaghi. Bravissimo tatticamente, bravissimo nel far crescere i giocatori, nel creare un ottimo ambiente, ma… Ma forse proprio per questo capace di dare troppe certezze anche ai suoi calciatori. Se sei il più forte per quattro anni, ma non raccogli il dovuto, forse ti manca un pizzico di adrenalina, di tensione, che non vuole dire nervosismo, nella continuità. Inzaghi ha passato cinque anni e mezzo alla Lazio, e adesso è al quarto anno all’Inter. Al contrario di Antonio Conte che per definizione brucia tutto, anche la sua serenità, nel giro di un paio di stagioni al massimo. Stressa l’ambiente – dalla società ai giocatori – sin dal primo giorno, per avere risultati immediati che spesso arrivano, come è successo alla Juve, all’Inter, al Chelsea. Poi magari finisce per spezzare, tirandola tanto, magari anche troppo, quella corda emotiva.


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