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Billy Gilmour
Billy Gilmour

Una reunion di fame e motivazioni. Alla stregua delle grandi band che, dopo un periodo di crisi e separazioni, rimettono insieme i cocci e ripartono con nuove spinte.

Il Napoli ieri sera è sceso in campo con grinta, gioco, voglia di vincere e convinzione. Dopo un periodo di appannamento tossico e situazioni al limite del deprimente. Come ci fosse stato l'auspicato switch di intenti, con ritorno alla leggerezza.

Conte, Gilmour è la tua mossa vincente

Dal punto di vista tattico, la saggia scelta di Conte di sostituire Anguissa con Gilmour, ha fatto sì che si palleggiasse in faccia al centrocampo interista e si mantenessero le redini del fraseggio. Con lo scozzese a rompere e giostrare, lo slovacco a sentirsi libero di fare l'incursore.

Se ci spostiamo sul lato della tempra, è parsa una condotta a senso unico a favore degli azzurri. Dal primo istante. Con la (splendida) punizione di Dimarco a fare da momento spartiacque di andazzi simili.

Il Napoli non si è scomposto. Non ha rischiato praticamente mai. E si è divorato un'occasione colossale con Raspadori, al di là di altre azioni mancate di un soffio.

Con l’Inter un pari che cambia la musica del campionato

Ecco, si può dire di aver rivisto quella squadra solida prestata alla storia dei primi 5 mesi del campionato. E passi per una mancata vittoria a favore di un ritrovato piglio. Non è poco.

Per il prosieguo della vicenda, si devono assecondare le vertigini e si può credere ad una profondità della rosa che solo la canonica stampa di parte prova a sminuire. Perché non dimentichiamo che è stata possibile una revisione delle cose senza Neres e Anguissa, forse le due colonne portanti della squadra di dicembre e gennaio.

Vengono in mente le "pedalate" urlate dal mister in un tempo scevro da condizionamenti. Ecco, ci si tolga dalla pelle calimerismo e velo iettatorio. Si proceda con nuove canzoni con la stessa ispirazione di quelle antecedenti al periodo di appannamento.


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